INDUSTRIA 4.0: ORGANIZZAZIONE LAVORO E MODELLI INNOVATIVI

INDUSTRIA 4.0, ORGANIZZAZIONE DEL LAVORO E MODELLI INNOVATIVI

Lo scenario di Industria 4.0 è una opportunità per innovare i modelli organizzativi. Una ricerca di Eurofound del 2017 mostra come la presenza di lavoratori con accesso a percorsi di formazione, strumenti di retribuzione variabile e schemi di flessibilità nella gestione dei tempi di lavoro comporti una crescita dei livelli di innovazione del 9%.

Nel contesto di Industria 4.0 i nuovi modelli organizzativi possono dunque essere strumento in grado di accompagnare, favorire e accrescere i processi di innovazione.

Ma l’organizzazione del lavoro non può essere immaginata e progettata senza un legame strettissimo con il modello di business dell’impresa e con la tipologia di produzione effettuata.

Il rapporto tra nuove pratiche di HR Management e innovazione, si concretizza in diversi capitoli, che possiamo riassumere così:

  • Nuove pratiche organizzative e di gestione HR al fine di accrescere la loro collaborazione e la performance individuale con l’obiettivo di un ritorno in termini di profitti e produttività. Esempi sono il lavoro in team, la rotazione delle mansioni, la retribuzione variabile individuale sulla base delle performance.
  • Formazione per un maggior allineamento tra competenze individuali dei collaboratori e tecnologie dei processi produttivi nonché di un amlpiamento delle mansioni specifiche del lavoratore. In particolare l’erogazione di formazione on the job avviene più efficacemente mediante l’applicazione di modalità organizzative improntate sul problem solving e sul lavoro in team.
  • Gestione dei tempi e luoghi di lavoro: ossia l’introduzione di nuovi modelli di flessibilità oraria, che deroghino alle tradizionali 8 ore giornaliere in modo da consentire sia maggiore libertà al lavoratore sia maggior libertà ad imprese, che sempre più si trovano a lavorare in un clima di forte competizione internazionale e con consumatori che richiedono prodotti individualizzati con conseguenze sui processi. Più recentemente, mediante le possibilità offerte dalle tecnologie di controllo remoto e mediante il cloud, si sono introdotti sistemi di gestione del luogo della prestazione lavorativa diversi da quelli del luogo di lavoro (smartworking).
  • Outsourcing: inteso non solo come il ricorso a risorse esterne facendo leva sulla cosiddetta “flessibilità numerica” in particolari periodi ma, in senso moderno, come un modello di gestione delle risorse umane aperto e non solo focalizzato sui collaboratori core. Rientra in questo modello la creazione di reti di imprese e quindi di condivisione di lavoratori ad alta professionalità (specialmente per le PMI che non possono permettersi una assunzione ad hoc), l’utilizzo di ricercatori universitari o provenienti da centri di ricerca o delle moderne piattaforme digitali (gig-economy) in cui sono presenti freelance professionisti in grado di rispondere a bisogni specifici.

Quanto detto riguarda in particolare l‘innovazione ed il miglioramento delle performance, ma vi sono anche legami tra nuove forme di organizzazione del lavoro e benessere dei lavoratori. Infatti, la Commissione Europea, nella Strategia Europa 2020, definisce la vera innovazione come “sostenibile e inclusiva”.